Non ho molto più da dire, a volte le parole migliori sono quelle che non scrivo o non dico affatto. A volte quelle sono anche le peggiori, che è meglio non dire perche non è possibile capire. Non che ci siano parole o frasi troppo complicate, ma ci sono parole o frasi che non si volgiono sentire. E queste non val la pena dirle. Il silenzio in fondo è pur sempre qualcosa.
Ho cancellato un paio di post, avevano un senso di critica sociale. Ho anche cambiato questo. In questi giorni il virtuale con tutti i suoi colori, mi colpiva allo stomaco, avevo come la sensazione di un inutile lasciar andare delle parole al vuoto, un po' come nel reale. Ho rimesso la mia musica, e non rivelo cosa sia, ne sono geloso, anche se poi non e che mi sia così fedele e a volte qualcuno finisce per sfiorarla, un bel dolore per me, ne avevo già parlato un pò addietro, ma che importa, tanto alla fine gira tutto, le cose ruotano, la vita scorre, i sentimenti vanno e vengono, è tutto normale, solo che avendo rimesso questa musica non riuscivo a non lasciare la mia decina di righe, all'inizio volevo rimanessero solo due tre parole, o una sola frase... ma poi questa musica... Quella immagine sopra, qulla donna, in realtà non è una donna, è un'androide. A volte chissà che mi prende, mi sembra che sia vera e che tutto possa diventare vero anche un sentimento insensato....
Stavo pensando una cosa, a parte che sono sparito, ma capita a tutti di fuggire dal virtuale e rifugiarsi nel reale o viceversa, è il bello di avere due mondi. Beh la cosa che volevo dire è.... troppo complicata, probabilmente un'assurdità, forse lo dico domani, il domani virtuale, che puo essere domani o fra un mese o che so io.
Beh in effetti è ora di mettere qualcosa... in effetti volevo dire una cosa, spero si capisca...
Io penso che le relazioni tra persone siano come un gioco alla fune: si tira dai due lati. Chi cede si avvicina all'altro e si allontana da se stesso. L'ideale sarebbe restare nel centro, ma non è mai così, C'è chi tira e chi, per un motivo o l'altro, cede... C'è chi non molla mai, mai, neppure quando l'altro è a terra, e prosegue a tirare, se può fino a distruggere, a farne qualcosa da buttar via..
Però mi sembra che esista anche un'altra cosa.
Una persona può avere qualcosa che da valore alla vita, Una qualcosa tipo voglia di vivere, tipo volgia di fare, tipo comprensione, qualcosa tipo entusiamo e passione.... beh questo è il di più, che va tenuto in considerazione, il gioco della corda è sempre attivo, ma ha il suo limite... non si può tirare troppo cio che ti aggiunge bellezza alla vita. La vita è anche una questione estetica, anzi per me lo è soprattutto.....
Sono tornato da una vacanza Toscana e mi stavo chiedento se c'è qualcuno di quelli che prova angoscia ad allontanarsi dal lavoro, in tal caso potrei proporgli un scambio alla pari lavoro x ferie. Il fatto e che ste accidenti di vacanze a me finisco proprio nel monento in cui cominciano a iniziare.
Ah poi volevo dire che non ho vinto il concorso, quello del post su Rimini, ce lo sapevo che non lo vincevo, una vocina dentro di me lo diceva, Comunque meglio così, perche il vincitore di questo ma anche di quelli precedenti, (in tutti quattro), sono robe allucinati, non nel senso che parlano di cose che danno tale sensazioni, ma per quanto sono banali. Evidentemente come tutte le cose, in questo paesuncolo del cazzo, vanno a cazzo, così anche questo concorso. Ormai lo avevo capito che c'era una strana simmetria tra i vincitori: brutto il blog brutto il racconto ecc... Preciso: non sto dicendo che il mio era chissacosa, anche se a me, meglio di quella cazzata mi pareva, (così come i due post che ho messo nei due mesi precedenti con i racconti su rimini, in totale, tutti e tre perdenti). Comunque.al di fuori di quello che ho scritto io,,mi rifuiuto di credere che su splinder non ci siano altre cose un po meglio di quelle che hanno vinto.. Il premio in fondo era anche insignificante, si vinceva un lettore MP3. Mi immagino che bordello possa capitare per la lettereatura, quella vera, dove ci sono di mezzo interessi notevoli. E capisco anche perchè, il mio istinto mi porta a evitare tutto cio che deriva da un autore italiano: ovvero in libreria leggo le copertine di tutti i nuovi romanzi d eccezione di quelli italiani. L'istinto mi dice: lascia stare che nel tempo che dedichi a quella cosa lì, magari ti perdi qualcosa che vale la pena di leggere.
L'istinto capisce un sacco di cose.....
Una volta ho visto una storia di Homer Simpson in cui si scopre che Homer aveva una matita ficcata nel cervello e per questo che non era tanto sveglio. (se l'era ficcata da bambino su per il naso). Se l'è fatta togliere ma era divenuto insopportabilmente intelligente, al punto che gliel'hanno dovuta rimettere a posto. Ora che da qualche giorno si parla, sui media, che una donna da 50 anni se ne va in giro con una matita conficcata in testa... Come prima cosa mi sono detto che a volte la realtà supera la finzione, come diceva Wilde. Però ripensandoci mi sembra sempre più una cazzata... ma è possibile??? a me una volta mi si è ficcata una piccolissima scheggia di legno in un braccio, ed è venuta fuori un''infiammazione e una bolla ecc. Ora mi dico se anche la matita le fosse entrata nel braccio che diavolo le sarebbe successo.... figurariamoci in testa. Magari ci sarà un fondo di vero, forse sarà una piccola scheggia di matita, magari non in testa ma semplicemente sotto il cuoio capelluto... però questo mi fa pensare in modo preoccupante che allora dai media ci arrivano un mare, ma proriro un mare di cazzate, e il brutto è che questo mi sembra alquanto realistico.....
Io scrivo qui cose che non solo non racconterei ad amici, ma proprio a nessuno. La vita reale è diversa e ogni confidenza diventa un punto debole. che fuori di qui sarebbe usato a piacimento. Non ci sarà davvero qualcuno che crede ancora agli amici veri??? Qualcuno pensa che qui in genere nessuno prova direttamente a ferirti, che difficilmente i commeti non sono compiacenti: o si scrive qualcosa di buono, ma schifosamente buono, oppure nulla. Forse è così, forse quello dei blog è solo un gioco... Però non sempre è così, A me non sembra, Forse sono più ingenuo di quello che credo, ma io ho trovato solo cose sentite, e importanti. Anzi il fatto di avere dei pareri, seri, mi fa mutare il modo di vedere, e a volte mi accade che le cose che ho scritto, mi sembrino non essere più vere, Non perchè le ho scritte erroneamente, ma perchè già qualcosa in me vede in modo diverso..Non so se sia solo un gioco, il gioco dei buoni, bambini, e se si sceglie di non far del male solo restare in tema, Eppure io ho l'impressione che si arrivi qui con l'idea di chiarirsi con se stessi, Che la fuori, ogni cosa non fa che bastonarti, Forse molti vogliono mantenere una spazio più pulito più sincero. Se è così per me è anche più reale della stessa realtà che ormai e fatta solo di stupide convinzioni: inposisioni fantastiche di miti pubblicitari, idee su format televisivi ecc. Qui si tenta di lasciare tutto fuori e di tenere dentro solo se stessi. Forse questo è il posto più vero che c'è di ogni altro posto... reale o no che sia.....
Io di solito non scrivo tra i miei commenti, preferisco leggere, e poi, dopo aver capito o sentito qualcosa di nuovo, scrivere ancora un nuovo post. Insomma per me i commenti sono come la benzina per andare avanti... In questo caso poi... un post ci vuole proprio. Inoltre, anche se cercavo conferme, che si scomodosse addirittura Lui, non lo avrei mai sperato (mi riferisco al commento #10 del post precedente). Anche se con parole incomprensibili a noi umani... credo che sia un segno positivo... hahaha.
A parte gli scherzi, a tutti gli altri voglio dire che siete molto, molto dolci oltre che gentili. La dolcezza è la cosa che amo di più nella gente... e qui... nel posto dove meno uno meno se lo aspetta, ne vado a trovare... A volte la vita... fai delle cose per una ragione e ti accorgi che vanno in tutt'altra direzione. Beh io ho iniziato a mettere post su splinder, prima ancora su blogspot, per una certa ansia di riuscire a scrivere ciò che sento: come una smania di spedire il mio essere in giro per il mondo, Forse per fuggire un certe sensazioni. La realtà non è stata troppo dolce... Capisco comunque che non lo è mai, e comprendo le persone che soffrono per il solo vivere. Ma mi sto accorgendo che tante persone hanno sensibilità, che comprendono,, e quando si inizia a capire e credere queste cose, penso che si inizi un po' a cambiare, ad abbandonare quel senso di isolamnto, e a cercare, mi viene questa idea un po banale: un nuovo campo di grano coi papaveri in fiore. Un giorno dirò anchè cos'è per me questo campo.....
Oggi è uscito il vIncitore, anzi la vincitrice del concorso a cui avevo partecipato con il post di qualche post fa intitolato "così a rimini", che poi deriva da una cosa scritta poco prima "post rimini" Ora c'è l'ultima sessione del concorso. Vorrei partecipare... ma arrivato qui, mi sono un po'... come dire... boh nn so più.... nel frattempo ho visto che c'è anche un altro concorso. Francamente i concorsi mi attirano come il miele (il miele non mi attira molto in realtà, mentre apprezzo molto la dolcezza nella gente, ma questo non c'entra) ... ho bisogno di conferme ufficiali che mi dicano che mi arrangio a scrivere, il perchè è un segreto (anche per me in parte). Provo a mettere il banner qui sotto... c'è anche un bel premio, se uno si sente e vuole partecipare, conviene che tenga il voto per votarsi, perchè altrimenti, senza un voto non entra neppure in lista... però in fondo non si è premiati per quello che si scrive... del resto il racconto non l'ho ancora scritto. Lo facccio al contrario, in seguito, ma non ha un gran senso... o lo tolgo?......
Proverò a scriverlo... con parole purtroppo, e con che altro... ho pensato alle immagini, ma quelle che potrebbero servire sono in me e non sono fatte tanto di forme quanto di sensazioni... e le sensazioni... non so scriverle e non credo che qualcuno possa davvero farlo... Il cavaliere inesistente non è che un'armatura bianca, un metallo lucido e freddo. Luminoso di notte alla luna... e a volte di giorno un riflesso abbagliante.... Nient'altro, non e una teoria, una formula o una questione politica.... E' solo la coscienza che una sensazione non può essere scritta.... nient'altro....
Farmi leggere... mi ha chiesto se mi farò leggere... in verità è qualcosa che non mi si addice, anche se ho messo su questo blog e se in modo più o meno camuffato ho cercato di dire qualcosa di me. Ho cercato di tirare fuori certe cose che sento. Io sono più semplicemente qualcosa di indefinito, sono vago, un soffio d'aria, qualcosa che un attimo c'è e l'istante dopo.... per questo il blog fa molto per me... Sotto ho anche messo un accenno a un mito, un cavalire, del tutto inesistente, Un cavaliere fatto delle sua sola armatura, di null'altro, un cavaliere più vero di tutti i cavalieri veri, più coraggioso, più forte e sensato. e passionale di tutti i cavalieri che mai hanno soclato la terra, inventati e veri...
Magari pian piano il tempo mi cancellera, la mia armatura cadrà e non resterà più assolutamente nulla, ma allora si potranno forse capire meglio di me che le cose che sento sono vere e che in realtà nella mia vacuità sono presente come ogni altro cavaliere, anche se fatto della sola armatura e delle sole parole.... non mi sento altro davvero in questo momento.....
La musica è' ritmo, è il su e giù, mettere e levare. qualcosa come il sesso. Sesso e sentimento oppure sesso e sensazioni. Nella musica recente è freddo, agghiaccinte: suona acuto, distorto, percosso... il metal ad esempio.... Il movimento fa male, è violento, taglia, stride. Forse porta all'esterno ferite che stanno dentro.
I sentimenti sono più dolorosi ultimamente. Forse si è capito che fare e farsi male è infinitamente più semplice. Il bene ha perso... chi lo considera più?.....
Quella cosa che ho scritto (per il concorso su Rimini) ...cliccando qui la si ritrova... qualcuno l'ha letta, ci sono anche dei commenti, spero anche in altri:.Non è lunga anzi e poi quel poco tempo che rappresenta, 24 ore, un inizio. E' quello che conta e che volevo dire.
"Potresti diventare un arcangelo, un pazzo, o un criminale e nessuno se ne accorgerebbe. Ma se perdi un bottone... Beh, tutti se ne accorgono subito"
lo ha detto Erich Maria Remarque, e credo che abbia perfettamente ragione, ieri ho perduto un cazzo di bottome e.... il resto è routine.....
(PS sotto ho scritto una cosa... per un concorso su Rimini... c'è un po' di oblio... ultimamente... se io non ci sto, qui non succede nulla... ehhhe questo è il bello dei blog che tutto si paga come nella vita... che differenza c'è? nulla ovviamnte.... )
...Non è un Racconto...
(Ppss: Le immagini che sono in questo blog vengono tutte da una mia speciale attrazione, o forse potrei dire ossessione per un cosa... si chiama 2046 per capirne lascio una traccia... )
..2046..
[breve racconto inserito per un concorso]
- Questa è l’ultima volta, giuro, che vengo a Rimini senza le pinne! -
- Dai Valentina vieni che ti do cento metri di vantaggio!!! -
- No! non vale tu hai le pinne! -
- Ma che dici non è vero! -
- Sì, hai dei piedoni grandissimi e io li ho piccolissimi!!! –
- Stupida! -
- Sì, per questo vinci tu! -
Giorgio cercò di afferrarla
Valentina correva di già verso la riva.
Era scappata via come una gazzella e Giorgio era fermo, a guardarla.
Correva senza badare che stava schizzando tutti.
- Dai fermatiiii -
Urlò Giorgio facendo uno scatto per inseguirla.
Giorgio e Valentina raggiunsero la riva continuando a correre tra gli ombrelloni.
Marco, Dino e Annetta stupiti, sulle sdraio accanto all’ombrellone, li guardavano.
Gridavano e ridevano facendo voltare la gente,
molti sorridevano, alcuni restavano seri o seccati.
Poi le loro risa si allontanarono:
correvano tra le cabine.
Giorgio era arrivato a Rimini la sera prima insieme ai suoi amici, Marco e Dino.
In quell’anno, tutti e tre avevano festeggiato il loro diciottesimo compleanno.
Giorgio li aveva festeggiati appena un mese prima.
Era la prima loro vacanza da grandi.
Fra i vari luoghi possibili avevano scelto Rimini per il suo mito di posto molto vitale.
L’ Hotel era il meglio che avevano trovato su internet al prezzo che consentiva a tutti e tre di restare per almeno una settimana.
Valentina e Annetta venivano a Rimini già per il terzo anno consecutivo,
in quello stesso hotel.
I ragazzi arrivarono il primo lunedì di agosto intorno alle tredici, in treno e poi in autobus.
Valentina e Annetta stavano sedute sull’altalena presso all’ingresso.
Giorgio trascinando la valigia, notò due occhi rapidi e che lo scrutavano.
Ricambiò lo sguardo e gli parve di trovare, sulla bocca brillante di lei, un sorriso trattenuto.
Si avvicinò offrendosi di spingerle.
- Va bene, ma forte!!! – fece Valentina
Giorgio le spinse con forza, fino a spostare l’altalena.
Dina volle scendere.
Il vecchio gruppo di amici di Rimini, delle ragazze, non si era riformato quell’anno, e per il giorno seguente Dina e Valentina avevano un ombrellone per loro due soltanto.
La sera stessa andarono insieme in pizzeria, sul lungomare.
Dopo presero per il passeggio, in una piccola folla,
che scivolava lungo le vetrine illuminate dei negozi aperti fino a tardi.
Giorgio domandò a Valentina se amava leggere.
Qualcosa leggeva di tanto in tanto.
Giorgio amava molti libri, di uno in particolare si era invaghito.
Ma non specificò quale: Valentina si era fermata a guardare degli oggetti in un negozio.
- Tu sei un poeta vero? – domandò Valentina riprendendo a camminare
- Un poeta? -
- Sì!-
- A volte scrivo delle cose, ma non so se possano chiamasi poesie -
- Voglio una poesia per me -
- Una poesia per te.?... ora?
- Sì ora -
Giorgio, subito dopo non seppe trovare una ragione per cui questa cosa accadde.
- Tu … sei … stupenda – le disse
In realtà era un suo pensiero, ma nonostante ciò, non sapeva capire come avesse potuto, non sembrava proprio il caso.
- non mi sembra una poesia -
Giorgio le vide gli occhi ridenti, azzurri e luminosi.
Sentì il suo profumo, la sua presenza, il suo corpo,
cera in lei una forza vivissima, una fiamma incandescente,
che l’agitavano in modo meraviglioso.
- Ma tu lo sei - disse Giorgio seguendo quelle sensazioni.
Valentina sorrise.
- Anzi – decise di dirle di più, tutto ciò che sentiva.
- Tu… sei un angelo -
- Non credo – disse Valentina
- Guarda che sono cattivissima -
- Cattivissima? -
- Certo sono moooolto stronza -
- Beh sei uno di quegli angeli moderni, del tipo del film “Angel-A”,
che vivono tra la gente di questo tempo: un angelo un po’ stronzo,
che se non fosse così non potrebbe restare, dovrebbe riparasi fra le nubi.
-Si… - Valentina rideva… gli chiese di quel film accostandosi.
Valentina era molto vicina, e Giorgio fini per abbracciarla intorno alla vita.
Camminarono stretti per tutto il marciapiede
finché non termino per una strada da attraversare.
Si sciolsero.
Valentina riprese a camminare con Annetta.
Dietro di loro, Giorgio, camminva e rideva di ogni cosa, e quella viva contentezza contagiò anche Dino e Marco.
Più tardi, erano le due passate, nella sua stanza, stanco morto,
Giorgio si chiedeva… eppure gli sembrava strano pensare una cosa simile,
così inadatta a lui. Si chiedeva se non fosse tutto un sogno.
E ancora più incredulo, si disse che, fosse stato un sogno,
non avrebbe voluto più svegliarsi.
Si addormento pensandoci.
La mattina seguante Valentina lo aspettava sulla spiaggia
Quella mattina in cui si rincorsero per tutto il tempo….
Questa storia dovrebbe essere inventata e quindi tutti i riferimenti a fatti e persone dovrebbero essere più o meno casuali.
Poi in fondo non è successo nulla. Però a volte, proprio quando non succede nulla, accadono più cose, magari dentro.
Questo racconto va dalle ore 13.00 circa del primo lunedì di Agosto
(il mese successivo a quello del diciottesimo compleanno di Giorgio)
alle 13.00 circa del giorno seguente.
Lascio qui il racconto, è l’inizio, ma un inizio straordinario.
Non per la scrittura, straordinario è quello che vorrebbe dire,
parlo del momento in cui il sogno si accende, l’istante fatale, magico.
Poi accaddero altre cose più concrete, meglio quantificabili.
Ma non per questo…
Rimini fu un teatro magnifico, con le sue immagini: le luci, i colori. il mare, la spiaggia, i locali, i negozi sempre accesi, le notti fluorescenti, albe silenziose.
e le persone, come attori inconsapevoli:
coppie di passaggio sul lungomare, per ritrovarsi e rimettersi ancora in gioco ,
giovani alla ricerca di un impulso vitale, così intenso da dare un po' di forza o di coraggio per crescere e sentirsi adulti.
anziani, senza indugi tra passato e futuro che dietro alla vivacita del presente,
e bambini, che sentono tutto, di riflesso, magari semplicemente dagli occhi insolitamente più aperti e inclini al sorriso dei genitori.
Tutto questo mi è venutopiùttostodi getto, qualcosa correggo, ma più che altro l’ortografia, e queste accidenti di lettere che mi si incasinano spesso sotto le dita e mi fanno uscire delle parole inesistenti, a volte mi viene voglia di inventarne nuove, ma non credo che mi si capirebbe poi.
In realtà vorrei dare seguito alla storia, vorrei raccontare tutta la settimana, anche solo per dire come io credo possibile che un sogno possa resistere alla realtà.
Anche quando accade qualcosa che lo getta via, non va abbandonato.
A me è capitato di pensare che di certi sogni se ne può fare a meno,
che solo dopo una settimana siano tutti da buttar via,
e se durano così poco, in fondo non valgono neppure quel poco.
Ma poi col tempo ho capito che non è così,
il sogno che ciascuno ha dentro è la cosa più forte,
è un seme i cui germogli sono sempre pronti a rifiorire.
Forse lo farò, racconterò tutto il resto,
tanto ormai sono in ballo e la musica regge,
con calma però, qualche riga ogni tanto,
il sogno ha i suoi tempi,
Si in effetti forse è un po troppo triste, lasciamo stare, Lo tolgo via. Lascio queste parole al posto della lettera, Ma penso che a volte capiti a tutti di incontrarsi con qualcosa di se, magari quasi persa... e di accorgeri che invece non è mai stato così... che quella cosa è stata sempre costantemente presente. Forse era questo che indirettamente cercavo di mostrarmi, chissà...
Provo a confrontare questa storia con altre storie, non a caso di Rimini...
mai niente è a caso... (c'è di nuovo il suono del violino, che va con le parole)
A Rimini ci arrivai la prima volta, con gli occhi di un bambino, anche se non lo ero ormai più. Quando già stavo ripartendo, con le cuffie alle orecchie, ascoltavo, non a caso, Rimini di De’ Andrè, e ripensavo a quelle parole “Ma voi che siete a Rimini tra i gelati e le bandiere...” Immaginavo il volto di Teresa, quella Teresa della canzone, e poi la gente che, tra gli ombrelloni e la spiaggia, l’acqua del mare, il sole, le serate luminose di stelle… tra tutte queste cose stupende, prendevano come un gioco il dolore di Teresa Quell’anno conobbi il sentimento e il dolore che porta quasi inevitabilmente. La storia non voglio raccontarla, sembrerebbe banale, mentre non è mai banale nessuna storia d’amore. Non fecero scommesse su di me, e neppure sulla mia Teresa. Non accadde nulla, se non che mi innamorai, tanto, come può accadere quando si cede a se stessi, e alle emozioni. La mia Teresa, non era una vera Teresa, non ebbe gran che da piangere, con i suoi 25 anni, ben sette più di me, prese i miei sentimenti per un gioco. L’unica scommessa vera fu la mia, ma la persi clamorosamente. Per lei non restò che un gioco, e poco lontano da lì, cosa che io scoprii solo alla fine, l’aspettava un amore già pronto, che a breve l’avrebbe resa una moglie.
Insieme a quella musica sentivo l’acqua come fosse ancora sulla mia pelle e sentivo la sua pelle come fosse ancora a contatto con la mia. Sentivo il sole che scottava sulla spiaggia, che scottava come il suo corpo. Ogni cosa per me è rimasta una parte di lei, Rimini è Teresa, e Teresa, che poi ha un altro nome, è diventata un sogno che non ho mai più rifatto.
Ok scrivo qualcosa di nuovo. Allora........ oggi è un giorno
damani sarà un'altro giorno e quello che avrò scritto oggi
sarà qualcosa di ieri, e i post sono come il pesce,
dopo un po' puzzano, allora mi dico conviene produrre
pesci che non non si possono mangiare o sia più conveniente
farsi mezz'ora e anche più di sonno?
Sembra una banalità ma è un quesito a cui
si dovrebbe rispondere, insomma volgio dire... invece di stare
tutti in corsa per fare e comprare e buttare robe del cavolo,
non sarebbe meglio spegnere la luce e farsi un sonno
lungo,tranquillo, senza sogni?,
Se la risposta è si io ho già sbagliato...
Si vede che sono fatto proprio male,
ma che non sono peggio del resto del mondo comunque....
beh qualcuno deve cominciare a pensarci....
non solo io pero....
(post che mi è venuto in mente mentre lmeditavo sul
commento al precedente.... ).....................
Ora cambio la musica,
questa è conosciuta,
ma ho notato che in molti
non hanno compreso il senso,
perchè qui, il lei,
è riferito esclusivamente
alla musica!
(pregherei di aspettare che parta
il violino per leggere, è così che
ho scritto questo post.
1, 2, 3 ora! :)
Non credevo che qualcuno
sarebbe venuto a reclamarmi,
addirittura anche chi con le cattive...
Non so cosa possano raccontare
di me queste poche cose che ho scritto;
ma forse è più di quello che in fondo credevo...
Ieri mi ero fermato qui, ma qualcosa in più forse
occorre mettere, se non alltro perche altrimenti
si spreca tutta la musica che ho aggiunto.
Non vi dico cosa sia, perche ne sono geloso.
Non so perchè a volte mi capita di essere geloso
di certe musiche, come se dovessero essere solo mie
come se...
ma ho un passato di musicista,
ho suonato fino a che la musica
non ha suonato me.
Detto così sembra uno scherzo ma è abbastanza serio.
Ora non ho più neppure lo strumento che suonavo.
Non vi dico neppure il nome...
anzi si... era il Flicorno Soprano,.
lo so che nessuno sa cosa sia,
neppure io lo sapevo....
ma...
beh ma ora va bene,
ps: quando uscite dal blog dimentivcatevi la musica.
Sono di nuovo in crisi di parole
il che significa crisi di identità,
Perchè quando non so che dire
significa che non so che voglio
e se uno non sa che vuole
come fa a sapere
cos'è?
Oggi sono andato allo stadio
ovvero sono andato per
il Viale dello Sport
che passa vicino allo stadio.
C'erano un mare di auto!
Ma che si fa allo stadio?!?
E una pazzia?